Breve storia della Chiesa del Sacro Cuore

a cura di Andrea Zargani

Il 3 novembre del 1928, dopo nove anni dalla benedizione della prima pietra, alla presenza di don Filippo Rinaldi, rettor maggiore della congregazione, il vescovo di Livorno, mons. Giovanni Piccioni, benediceva la chiesa dei Salesiani, denominata Tempio della Vittoria e della Pace, intitolandola al Sacro Cuore di Gesù, per ricordare l’oratorio festivo affidato ai Salesiani sin dal 1898, ubicato presso il seminario diocesano nel rione di S.Andrea.

Il giorno seguente, anniversario della fine della Prima Guerra mondiale, nella chiesa fu celebrata da Don Tommaso Masera, direttore della comunità religiosa livornese, la prima messa. La popolazione dei quartieri circostanti ebbe finalmente un luogo adeguato per partecipare ai sacri riti.

La chiesa del Sacro Cuore di Gesù faceva infatti parte della Pieve di S.Martino in Salviano, da cui si staccò definitivamente soltanto quando divenne parrocchia il 29 gennaio 1932.

La struttura neogotica dell’edificio religioso, progettata dall’architetto Torello Macchia , benché rimasta incompleta per l’assenza della torre campanaria prevista nel progetto originario,si staglia ancora oggi in maniera inconfondibile nel contesto urbanistico della zona. All’interno, sotto l’abside e dietro l’altar maggiore. concepito secondo i modelli liturgici dell’epoca, sovrasta la statua del Sacro Cuore con le braccia aperte, come segno di accoglienza ai fedeli i quali sono richiamati anche dalla presenza dei sei altari dislocati in maniera simmetrica lungo la planimetria dell’immobile. Negli anni 1952 e 1953, la nostra chiesa parrocchiale svolse la funzione anche di cattedrale, poiché sia il duomo sia la chiesa di Santa Maria del Soccorso erano ancora inagibili per le distruzioni belliche. A rafforzare la pietà popolare furono collocate nel 1960 le 39 vetrate che si possono ammirare lungo le navate laterali dell’edificio. In esse sono riprodotte, con particolare pregio artistico, sante e santi la cui storia è stata caratterizzata dalla devozione al Sacro Cuore, espressa soprattutto dai mistici e dalle mistiche degli ordini religiosi.

Anche la facciata, completata nel 1961, ripropone attraverso il mosaico del Gesù sormontato dai due medaglioni musivi con le cerve che si abbeverano alla fonte, il tema dell’accoglienza e della fede nel Redentore.

La riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II ha reso possibile alcune modifiche strutturali per favorire un ulteriore coinvolgimento dei fedeli all’eucaristia, come l’avvicinamento dell’altare sul transetto, l’abolizione delle balaustre, la dislocazione del pulpito a lato dell’altare maggiore (rimosso nel 1976) e la reposizione del Santissimo nell’altare laterale di Maria Ausiliatrice.